Coetaneo negli anni ’90

Un ragazzo e una ragazza si dividono gli auricolari per ascoltare un po’ di musica in treno. Età media 16. Lei prende in mano il telefono e apre l’applicazione.

– Scegli una lettera.
– Mh… Zeta.
– Uff… Non ho niente con la Zeta… No, aspetta! Zombie!
– Quella dei Cranberries?
– Chi?!?
– (Un po’ deluso) No niente… Un vecchio gruppo di vent’anni fa…
– Perché? Tu ascolti roba così vecchia?!?
– Ma no… (si arrampica vistosamente sugli specchi) Boh… Mio zio… Il fratello di mia madre… Non so neanche perché mi è venuto in mente…
– Ah… Mi sembrava strano…

Confessioni di un pendolare di merda

Ciao, mi chiamo Matteo ed ho un problema…

Oggi sono 15 giorni che non mi faccio.

All’inizio è stata dura… mi svegliavo prestissimo, le vene pulsavano, a volte durante il giorno capitava di sedermi sulla poltrona in salotto e di farmi stretto stretto. Raccoglievo le gambe e le tiravo a me, cercavo di compattarmi per stare più vicino a me stesso.

Poi è andata meglio, uscivo per strada e sentivo odore di pulito, non avevo più quella sensazione di sporco toccando ogni cosa. È uscito il sole e stavo bene.

Ma stamattina… stamattina è stato tremendo.

Dovevo andare.

Mi sono alzato, preparato in fretta, vestito di tutto punto, buttato giù il caffè ancora bollente e sono uscito.

Dovevo andare in stazione.

So cosa state pensando.

Non giudicatemi.

Arrivo in anticipo, prendo il secondo caffè (la cameriera mi saluta), poi tabacco-cartine-filtri (il tabaccaio mi saluta) infine il giornale (il giornalaio mi saluta).

E mi avvio in biglietteria.

Coda.

Arriva il mio turno (la bigliettaia mi saluta).

Poi mi fissa materna. Vede le mie occhiaie, la mia astinenza, la mia fame. Mi fissa impotente. Quanti ne vedrà ogni giorno come me? E poi parla:

“Mi spiace oggi c’è sciopero”.

Il mondo si distrugge attraverso la voce gracchiante dell’altoparlante rotto.

Torno a casa. Mi rimetto sulla poltrona e tiro le gambe a me per simulare la scomodità del sedile del mio regionale, ma non basta, tutto è troppo pulito e dalla mia finestra entra una bella luce e il vetro non è coperto da graffiti o inciso con una chiave…

15 giorni buttati via…

Ricominciamo…

Ciao, mi chiamo Matteo ed ho un problema…

Oggi sono 15 giorni che non mi faccio e mi sto drogando di cookies.

Il silenzio del rumore del ciclo circadiano

Ciclo che si compie all’incirca ogni 24 ore, con cui si ripetono regolarmente certi processi fisiologici. I r.c. sono regolati da fattori interni (il cd. orologio biologico) ed esterni (per es. luce e temperatura). Nelle piante, sono esempi di r.c. i movimenti di apertura e chiusura degli stomi, così come l’apertura e la chiusura di certi fiori. Negli animali, seguono un r.c. il ciclo sonno-veglia e la produzione di alcuni ormoni (per es. la melatonina secreta dall’epifisi). (fonte: Treccani)

Il mio ciclo personale, privato e condiviso in pubblico si svolge in un tubo di metallo su ruote di metallo, alimentato da scosse elettriche (il tubo, non il mio ciclo) e si chiama treno.

Ore 7,29 – Partenza

Ore 21,25 – Arrivo

Il ritmo non è più dato dal suono delle giunture tra le rotaie come in vecchio film western, bensì dall’incrocio di flussi di persone (organismo collettivo semovente) e singoli individui (organismo unico) con i loro ronzii, risate, discussioni al telefono, cibo mangiato, suonerie improbabili, pad da lettura, vecchi romanzi ingialliti da 2euro, bagagli ingombranti/colanti/odoranti, truccature, vestizioni, svestizioni e amenità varie. Un rumore assordante.

Uno dei ricordi più belli che ho di uno di questi viaggi risale ai tempi dell’università. Stessa tratta di oggi.
Salgo e mezzo vagone è prenotato da una scolaresca. Oddio…
La fermata successiva salgono tutti, il rumore dei passi di una mandria di bufali, le maestre già stanche con occhiaie e dita ingiallite da anni di “shhh!”.
Si siedono.
Non c’è rumore.
Apro una palpebra appoggiata sul mio gonfiore mattutino da ore piccole.
I bambini si muovono sbraitano, fanno gesti in continuazione, si parlano così, non sanno farlo in altro modo. Sono tutti allegri, con i loro zainetti. Le insegnati fanno segni per parlare e loro a segni rispondono. Tra di loro è un continuo muoversi di mani. Non ho mai visto dei bambini fare tanto casino. Il silenzio era assordante.

I disturbi del ritmo circadiano sono una classe di dissonnie che riguardano l’alterazione del ciclo sonno veglia. (fonte: Wikipedia)

L’alterazione è dovuta ad elementi esterni. Un finestrino aperto, un odore sgradevole, una ginocchiata, il controllore che ti sveglia per il biglietto. Ma basterebbe dormire di notte. 4ore non sono un granché. Troppe poche ore per fare le tue cose e per fare le tue cose devi ritagliarti delle ore. Le tolgo dal sonno. Un’ora di viaggio aiuta. Prima leggevo, ascoltavo musica, lavoravo al computer. Ora dormo. Disturbo il mio ciclo e lo stuzzico come un bambino un formicaio, fino ad arrivare a cospargelo di alcool e dare fuoco. Guardo il mio ciclo dissolversi disordinato come le formiche fuggono, il tutto senza l’odore di acido formico.
Forzare per più di un anno il proprio ritmo non è la cosa più intelligente da fare, ma aspettiamo quando saremo confermati, si cercherà casa là…
– …così saremo più tranquilli…
– …magari non proprio in centro centro no?
– …boh vediamo… cominciamo a cercare…
– …un terrazzo… mi piacerebbe un terrazzo…
– …beh in centro sarà un po’ difficile… sono tutte case di righiera col classico balconcino stretto e lungo… dai vediamo!

Dormo poco… una volta ero un dormiglione. Dormivo ore e ore senza dover andare in bagno. Ma quando ero sveglio riuscivo a fare tutto o almeno avevo il tempo per farlo.
– Ma il lavoro è così!
– 14ore in giro?!?
– Beh… ti pagheranno bene…
– Quanto un commesso di sesto livello…
– Ah… Ma scusa cercare altro?
– 2013. Italia. Ti dicono qualcosa queste due parole vicine?
– Beh almeno un lavoro ce l’hai, no?
– Infatti, non mi lamento e mi piace anche.

L’omeostasi è la capacità di mantenere una condizione di equilibrio interno, indipendentemente dalle modificazioni che avvengono all’esterno. (fronte: Wikipedia)

Ho sempre odiato le cose zen, lo yoga e i vari equilibrismi universali, sono un elefante nel più classico negozio di cristalleria. Piccoli passi, stai attento, ma sai cosa sta per succedere. Un frastuono indicibile.
– No. Non sapevo cosa stava per succedere…
– Quando te l’hanno detto?
– Lunedì. A quindici giorni dalla scadenza del contratto…
– E adesso?
(No, grazie non ci avevo pensato a questa domanda… Vediamo… L’astronauta?)
– Non so, adesso metteremo insieme i pezzi.
– Certo che l’anno era iniziato già così male…
– …
– Vabbè ma tu sei bravo, qualcosa trovi di sicuro! Ricominciare a scrivere?
– Ormai non paga più nessuno…
– E con quella cosa che stai facendo su internet non riesci a farci niente?
– Cazzo il Blog! E ora cosa ci scrivo?!?
– Beh con tutto quello che hai sentito in questi cinque anni di materiale ne hai.
– Effettivamente…

Altri liber-cretini

-2.

Salgo sul treno con la certezza e il gusto di avere ancora due giorni di lavoro prima delle ferie, prima di partire, prima di ritornare ai miei pendolarismi il 2 settembre.

Oggi il menù offre uno scompartimento bollente e con finestrini sigillati o uno che gela il sangue nelle vene tanta è l’aria condizionata…

Scelta due (un pendolare ha sempre un maglioncino leggero e sdrucito per queste occasioni).

Il treno in questi giorni è praticamente vuoto, una famigliola con valigioni grandi come la figlia logorroica di 6 anni, due o tre tamarri (perché ci sono sempre), un paio di persone come me (non normali – ancora lavoranti)… Tiro fuori un libro e lo appoggio sulle gambe, arriva una chiamata e rispondo.

E’ a quel punto che lo vedo. Fa lo scompartimento avanti e indietro un paio di volte, guardandosi intorno, ci sono tantissimi posti vuoti, ben 4 a persona, arriva davanti a me, mi fissa e si siede di fronte. Neanche a fianco (classica tecnica dell’incrocio per non stare troppo stretti con le gambe, proprio di fronte. E mi guarda.

Faccio finta di niente, continuo a parlare al telefono e lui ascolta… Abbassa gli occhi sulle mie gambe e guarda curioso il libro, si torce per guardare il titolo, ci riesce e poi con una smorfia di dissenso si allontana dalla mia copia usata di Altri Libertini di Tondelli…

Finisce la telefonata il treno non è ancora partito, lui piazza sul sedile a fianco tutte la sua borsa. Si è piazzato. Quando sembra aver raggiunto stabilità, mi metto sul sedile a fianco, le gambe sono libere, lui sembra rimanerci male.

Non si da per vinto e continua ad osservare la mia maglietta, poi i jeans e le scarpe, la marca del thè che sto bevendo… Dio che fastidio!

Ad un certo punto tira fuori anche lui un libro. Riconosco il tipo di libro dalla costa e dai colori: fascetta in alto e in basso gialla, copertina in brossura e lucida, pagine tagliate male e cartaccia fanno sono spessore… e tutto mi appare chiaro e lampante. Lo guardo, sorrido quasi con tono di sfida e penso che  e Sequenze Numeriche per Rigenerare e Guarire il Tuo Corpo di Grigori Grabovoi non può essere altro che un cretino…

Ritardi: Vi preghiamo di prestare attenzione a successive comunicazioni…

Esco dal negozio di corsa
Arrivo in stazione, binario, carrozza (la più vicina a fondo treno) completamente sudato.
Recupero fiato…
…le luci sono spente…
Mh…

20.10 – Ancora tutto spento…
20.20 – Scendo. Una ragazza chiede al controllore quando parte il treno.
Risposta: “Se manca la locomotiva dove va?”
(Bene…)
Piano B: fare pena al capotreno dell’Intercity Notte. Il treno ha già 15minuti di ritardo e non è indicato il binario…
20.45 – Una piccola brezza d’aria fresca (almeno questo…)
20.50 – Lo stato delle cose:
Primo treno – ritardo di 40min.
Secondo treno – ritardo 25min. (Ancora senza binario)
21.00 – Comincio a puntare al 21.20… Del primo treno ne aggiornano ne annunciano ulteriore ritardo…
21.04 il primo treno è vivo (o almeno lo è il tizio che aggiorna il tabellone)! 60minuti di ritardo e ancora nessuna locomotiva.
Intanto sul binario (non segnato) del secondo treno… Un tecnico FS fa il Signor Malaussene della situazione, il capro espiatorio insomma, tra poco metteranno direttamente un pungiball…
21.11 Pausa caffè.
21.16 Mi siedo sul 21.20, piedi doloranti dopo tutto il giorno in piedi, i muscoli si sciolgono… tra 4 minuti parto…
21.18 La Voce annuncia la partenza del primo treno…
21.24 – Partenza! (Volevi partire in orario per caso?) Arriverò alle 22.35, domattina alle 7.29 ripartirò… -7giorni alle ferie…

P.S.: Arrivato alle 22.37 il secondo treno aveva 100minuti di ritardo.

Il sonno del regionale genera mostri…

Intercity pieno
C’è un tizio che dorme e occupa 3 posti
Io e il mio prode compare lo svegliamo
(Lui lo sveglia)
Lui bofonchia, si alza, bofonchia (ancora) e se va…
Si fa tutto il treno senza speranza e poi torna (senza dire nulla)
Allunga un sedile e ci si spinge sopra
Gesti atletici a profusione (voti: 9.3 8.9 9.7 9.7 9.8) per attirare a sé l’altro di fronte.
Si riaddormenta
Alla fermata successiva qualcuno vorrebbe svegliarlo
Facciamo cenno di no (e lei capisce)
A Lingotto il treno si rompe scendiamo nel nubifragio e sottopasso allagato
Saliamo su un’altro
Non lo vediamo…