34 (OVVERO LA RISPOSTA ALLA DOMANDA FONDAMENTALE SULLA VITA, L’UNIVERSO E TUTTO QUANTO)

Qualche settimana fa, una cara amica mi ha chiesto di scrivere un post dedicato alla Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams per il suo blog. Il 25 maggio infatti si terrà il Towel Day (Il giorno dell’asciugamano) ma non vi dirò nient’altro.

Pensa, scrivi, cancella, riscrivi, rileggi, taglia e cuci il risultato lo potete leggere su We Make a Pair.

Buona lettura e… DON’T PANIC!

m.

L’inventario (Parte 1).

L’inventario è quel momento in cui ti rendi conto di (almeno) 5 cose:
1. Di quanto, per un qualche strano motivo, i dati sul tuo computer siano assurdi rispetto ai libri che hai in negozio (frase tipo: perché qui ho 10 copie dell’ultimo della Parodi e il PICCÌ dice -1?!?);
2. Di quel buco spazio temporale che si crea quando metti molti libri uno vicino all’altro: abitualmente durante l’inventario appare un libro che non trovi da secoli, lo hai cercato almeno 15 volte ma non era mai al suo posto… posto in cui, ovviamente, appare il giorno dell’inventario;
3. Degli insulti giustificati del cliente a cui hai venduto il libro prenotato, in realtà esposto sullo scaffale, mentre tu ti ripeti: “Eppure il PICCÌ dice +1!”;
4. Di quel libro che ti riprometti sempre di rendere ma non lo fai mai (perché secondo me quest’anno lo vendiamo!) e te lo ritrovi ancora una volta in mano e ci sei quasi affezionato. Dai! Quest’anno il libricino 2euri sui cocktail lo vendiamo! Lo espongo? Mh… Certo è po’ scolorito… Vabbè lo metto qui… Vicino alle guide dei ristoranti… Poi lo tirerò fuori, tanto so dov’è! PUF! (Vedi punto 2);
5. Di quanto faccia schifo fare l’inventario… Libro dopo libro, BIP dopo BIP, scaffale dopo scaffale, parete dopo parete… Ma mi mancava stare in una libreria… Grazie Elisa e Grazie Francesca!

L’incomparabile pazienza del Buddha.

La signora si avvicina alla cassa con un libro.
– Questo grazie!
La ragazza in cassa lo passa, a lei suona il cellulare.
– Pronto? Sì, sì ciao! Sono in libreria… No, non mi disturbi…
Cerca il portafogli nella borsa, ne esce qualunque cosa. Di fronte a lei una statua congelata nella sua azione abituale.
– Le pastiglie? Quali?
Consegna i soldi alla ragazza che batte lo scontrino. Imperturbabile da anni di esperienza.
– Quelle pastiglie bianche e grosse?
Le da il resto.
– Non è bicarbonato?
I clienti di bloccano per un attimo. Alla ragazza l’occhio si apre leggermente, la pupilla si riduce, le sopracciglia rimangono impassibili. Estatica come un Buddha. Anni di pazienza.

(Grazie alle amiche della Libreria Namastè)

Il senso di ragno ovvero Da grandi persone noiose derivano grandi noie

– Posso? Non vorrei disturbare!
Di fronte a me un ragazzo sui 25anni untuoso nel modo di fare compresso in un metroenovanta di statura. Il mio senso di ragno mi dice che qualcosa non andrà per il verso giusto…
– Volevo cambiare questo libro, certo se non è troppo disturbo, ho lo scontrino.
Mi prende apertamente per il culo guardandomi come fossi cerebroleso…
– Posso vederlo?
– Prego.
– Qual’è problema?
– Il codice del libro non corrisponde con quello della lista scolastica. Sono andato a cercare su Internet e in quello che mi richiedono c’è un CD.
– Vado subito a prendere quello giusto.
(…)
– Eccolo.
Lo sfoglia, pagina per pagina. perplesso… Ogni volta che cerco di allontanarmi mi fa una domanda… Passano 10minuti…
– Quindi è sicuro che questo sia quello giusto?
– Sì, il codice corrisponde.
– Ma è uguale all’altro!
– C’è solo il CD in più.
– Costa di più…
– Già…
– Ma… Non è che puoi farmi un po’ di sconto?
– È un usato, è già scontato…
– Ma l’altro costava di meno.
Il senso di ragno non sbaglia mai…
– Era senza CD.
– Vabbè dai… (Mi mette una mano sul braccio in tono confidenziale) non è che puoi farmelo pagare come l’altro?
– No guarda non possiamo…
– Ma avete sbagliato voi!
– Infatti ti ho dato il libro giusto e paghi solo la differenza di 3euro e qualcosa.
– Vabbè ok…

Il giorno dopo…
– Ciao sono quello del libro senza il CD ti ricordi?
– (Come farei a dimenticarti?) Sì… Dimmi.
– Ci ho pensato… Puoi ridarmi l’altro? Intanto sono uguali…
– Senti te l’ho già cambiato una volta… Non lo facciamo…
– Ma sono venuto ieri!
– Per cambiare il libro e ti abbiamo dato quello giusto…
(La discussione prosegue per altri 10minuti…)
– E questo non me lo puoi proprio far pagare come l’altro?
– A parte il fatto che l’hai già pagato ieri? No.
– Vabbè ci ho provato. Ciao!
– …

Il surrealismo francese, I fratelli Marx e la morte di Tito

– Scusi ma il titolo di quel libro esposto è sbagliato!

– Come scusi?!?

– “Le guerre jugoslave”… è sbagliato!

– E perché?

– Io parlo correntemente la mia lingua che è l’arabo, il francese e il tedesco e come nota l’italiano…

(Beh grazie, stiamo parlando in italiano, non me ne ero accorto…) …Dovrebbe essere LA GUERRE non LE GUERRE!

– Beh… no… LE è plurale, LA singolare… LE GUERRE è corretto. Lei parla molto bene italiano ma dai noi si dice così…

– No, glielo dico io è sbagliato! Come è possibile che non si controlli neanche il titolo di un libro, che vengano fatti errori così grossolani!

– Senta, non è un errore e il libro è comunque un Einaudi non di una casa editrice qualsiasi, trovo difficile che facciano certi errori!

– Rimane il fatto che il titolo corretto è LA GUERRE!

– Ok… ripartiamo dall’inizio… in che lingua?

– Che domande! In francese no?

– Quello è un libro italiano…

– Come?

– Il titolo è in italiano, il libro è in lingua italiana…

– Ma questo non è il settore dei libri in lingua?

– No… Storia contemporanea…

– Ah…

AAA Vendo libri nuovi per biglietto concerto One Direction (ovvero Alla mamma non far sapere…)

– Mia figlia vorrebbe vendere questi libri di scuola per far su qualche soldo…

– Mi faccia dare un’occhiata…

– …vuole comprare il biglietto per il concerto dei One Direction! Sta vendendo tutte le cosine che non le interessano e volevamo darle una mano anche noi, però quello che non riesce a raccogliere lo aggiungiamo noi (dice orgogliosa), ma lei non lo sa ancora!

(Sarei tentato di non acquistare nessuno e salvare un’anima dalla catastrofe… beh… facciamo un paio… di anime di si intende)

– Beh sì li acquistiamo, sono molto nuovi e tenuti bene, praticamente intonsi…

(Mi guarda strano)

– Mai aperti.

– Ah sì! Lei è talmente brava che non sottolinea mai! Tutti 8!

– (…) Le posso dare 35euro.

– Bene bene! Sarà contentissima!

Qualche giorno dopo…

– Buongiorno! Altri libri da vendere per il concerto?

– No! (infuriata) Mia figlia mi ha dato da vendere i libri di quest’anno che le avevo comprato il mese scorso! Quella disgraziata! Col c…avolo che la mando al concerto di quei cinque cretinetti! Posso riavere indietro i libri che le ho portato?

– Beh… no… molti li ho già anche venduti…

– Ma come così presto?

– Beh come le avevo detto erano molto nuovi…

– Quando arrivo a casa mi sente quella là!

(E la signora ricomprò di nuovo metà dei libri scolastici dell’anno in corso…)

Settimana Enigmistica 1 – L’Enigma della Sfinge: Scarti (xyyyy; yyyy)

– Devo fare un regalo… stavo cercando qualcosa…
– Un titolo in particolare?
– Mah… volevo dare un’occhiata…
– Di qua. Il settore Narrativa è in ordine alfabetico di autore prego.
– Grazie!
Poco dopo…
– Non trovo nulla… Non ha nulla di quel giallista… Rizzo? So che piace molto al mio amico!

PAUSA
(Teoria del regalo: 1. Se devi fare un regalo e sai che la persona ha un autore preferito o qualcheduno che gli piace evita e punta su qualcosa di diverso; 2. Puoi rimanere sul genere di riferimento: il suo autore favorito è un giallista/thrillerista? Regala qualcosa di simile ma attenzione! Gialli nordici, classici, thriller, legal, storico, noir francese, forensic, ecc? 3. Ricordarsi il nome di un autore citato una volta in pausa pranzo non fa di questo il preferito del commensale. 4. Smettetela di chiedere al libraio: “Nel caso ce l’avesse già… Può cambiarlo?” La settimana successiva all’apertura della busta verrà comunque a rivendermelo come usato per comprarsi qualcosa di decente); 5. Anche ai librari fa piacere ricevere libri in regalo, personalmente sono anni che non me ne regalano più… Li paghiamo anche noi i libri sapete?)
FINE PAUSA

– Giallista ha detto? Allora il settore è questo qui!
– E lì ha qualcosa di Rizzo?
– Vada pure, intanto io controllo a computer…
(Mi incammino mentre penso a chi c@** è questo Rizzo con orgoglio ferito… A meno che…)
– Scusi ma è sicuro che al suo amico non piaccia Izzo?
– Come scusi?
– Jean-Claude Izzo… Giallista… Noir… Francese… Marsiglia…
– Sissì! Lui! Lui! Ma non è Rizzo allora?!?
– No Izzo.
– E ha qualcosa?
– No… Finito…

C’era due volte la matrioska Lamberto

– Stavamo cercando un libro il conte Lamberto o qualcosa del genere lo deve leggere la bambina per la scuola.
Alzo gli occhi, la bambina è una piccola matrioska di 13 anni per 65chili contenuta perfettamente nella matrioska più grande che per consuetudine chiameremo madre.
– C’era due volte il Barone Lamberto?
– Eh Eh quello lì!
– Ho una copia nuova e una usata tenga.
– Ma sono diverse!
– Quella usata è la vecchia edizione ma sono identiche.
– È sicuro?
– Beh sì…
La maDrioska si gira verso la matrioska piccola:
– Chiama a Gessica va! Chiedigli bene se è di questo Ròdari.
– Rodàri…
– Eh eh quello.
La figlia chiama… le due non si spostano dal bancone della cassa…
– Gessica… Senti… Quel libro là, quello della scuola com’è già? Ah Lamberto, eh… Ma che colore è? Rosso? Oh grazie eh! Ciao! CLICK.
– Cosa ha detto?
– Boh non ho capito…
– Guardi è lo stesso libro… Hanno cambiato solo la copertina…
– Effettivamente il titolo e l’autore sono gli stessi… Vabbè compro quello usato va…
– Ok (ti ho convinto finalmente!)
– Ma se non è questo quello giusto me lo cambia vero?

Il quarto cavaliere dell’Apocalisse ha una mazza da Polo

Due ragazze arrivano un cassa. C’è una coda infinita e loro sono 10minuti che parlano ridono scherzano a voce altissima infastidendo chiunque. Prendo i libri da dietro al bancone (ordinati dai miei colleghi per cliente e relativa fila) e dico:
– Questi?
Lei mi fa un mezzo cenno e continua a parlare della lezione di catechismo che sta preparando. Mi da il foglietto per incassare i libri venduti. Faccio il conto.
– Sono 16etrentacinque.
Si risveglia. Stizzita.
– Ma io ho solo 5 euro!
Respiro. Profondamente. Vorrei ucciderla…
– Te li metto da parte allora e ti do solo i soldi ok?
– Ah ma quelli mica sono i miei, dovevo solo prendere i soldi…
Voglio ucciderla.
– E perché prima non mi hai detto nulla?
E lei, altisonante e pomposa come solo una 15enne di Polo vestita con un gigantesco giocatore di polo (con annesso cavallo) cucito sul petto può essere:
– Cosa ne so io?
Le do i soldi senza aprire più bocca, non ho voglia di parlare (ho tanta stanchezza sulle spalle) e lei tranquilla riprende a parlare delle mappe mute per il gioco sulla geografia che sta preparando, dei suoi fantastici bambini che sono tanto carini e mentre annullo lo scontrino e prendo i libri del cliente successivo l’unica cosa che mi torna alla mente sono le puttansuore di Brizzi…