Il lasciapassare A38: il Catasto come La Casa che Rende Folli delle 12 Fatiche di Asterix

Io: Avrei bisogno una visura catastale.
Classica signora all’ufficio informazioni di un ufficio pubblico: Ok. Mi compili questo foglio e alleghi una fotocopia del suo documento.
Io: Guardi non ce l’ho dietro…
Classica signora all’ufficio informazioni di un ufficio pubblico: Va bene anche la patente.
Io: Parlavo della fotocopia…
Classica signora all’ufficio informazioni di un ufficio pubblico: Guardi c’è una copisteria qui davanti.
Io: Grazie…
Esco. Fotocopio. Ri-entro. Ri-coda.
Tizio di fronte a me: Ciao Carla, avrei bisogno una visura catastale. Hai bisogno che ti compili il foglio?
Carla (già Classica signora all’ufficio informazioni di un ufficio pubblico): No no vai pure!
Io: …
Tizio due di fronte a me: Ciao Carla, avrei bisogno una visura catastale. Ho dimenticato la copia del documento…
Carla: Lascia te la faccio io!
Io: …
Arriva il turno.
Io: Ecco. Foglio compilato e fotocopia.
Carla (professionalismo e freddezza di un totano congelato): ecco il suo tagliandino, 143. Il numeratore non funziona ancora.
Mi porge un bigliettino con un numero scritto a biro tipo sagra. Mi sposto e mi metto di nuovo in coda.
Dopo 20minuti occupati a scrivere il post, controllo mail, Facebook, Instagram e tavolette egizie di cera…
Voce X: Chi ha bisogno di una visura?
Io: Pensavo chiamaste il numero…
Voce X (sorridendo come si fa con un bambino ritardato): Ma noi il numero non lo conosciamo.

L’inventario (Parte 1).

L’inventario è quel momento in cui ti rendi conto di (almeno) 5 cose:
1. Di quanto, per un qualche strano motivo, i dati sul tuo computer siano assurdi rispetto ai libri che hai in negozio (frase tipo: perché qui ho 10 copie dell’ultimo della Parodi e il PICCÌ dice -1?!?);
2. Di quel buco spazio temporale che si crea quando metti molti libri uno vicino all’altro: abitualmente durante l’inventario appare un libro che non trovi da secoli, lo hai cercato almeno 15 volte ma non era mai al suo posto… posto in cui, ovviamente, appare il giorno dell’inventario;
3. Degli insulti giustificati del cliente a cui hai venduto il libro prenotato, in realtà esposto sullo scaffale, mentre tu ti ripeti: “Eppure il PICCÌ dice +1!”;
4. Di quel libro che ti riprometti sempre di rendere ma non lo fai mai (perché secondo me quest’anno lo vendiamo!) e te lo ritrovi ancora una volta in mano e ci sei quasi affezionato. Dai! Quest’anno il libricino 2euri sui cocktail lo vendiamo! Lo espongo? Mh… Certo è po’ scolorito… Vabbè lo metto qui… Vicino alle guide dei ristoranti… Poi lo tirerò fuori, tanto so dov’è! PUF! (Vedi punto 2);
5. Di quanto faccia schifo fare l’inventario… Libro dopo libro, BIP dopo BIP, scaffale dopo scaffale, parete dopo parete… Ma mi mancava stare in una libreria… Grazie Elisa e Grazie Francesca!