Classici del fumetto

“Avete l’Aulularia di Pluto?”

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L’incomparabile pazienza del Buddha.

La signora si avvicina alla cassa con un libro.
– Questo grazie!
La ragazza in cassa lo passa, a lei suona il cellulare.
– Pronto? Sì, sì ciao! Sono in libreria… No, non mi disturbi…
Cerca il portafogli nella borsa, ne esce qualunque cosa. Di fronte a lei una statua congelata nella sua azione abituale.
– Le pastiglie? Quali?
Consegna i soldi alla ragazza che batte lo scontrino. Imperturbabile da anni di esperienza.
– Quelle pastiglie bianche e grosse?
Le da il resto.
– Non è bicarbonato?
I clienti di bloccano per un attimo. Alla ragazza l’occhio si apre leggermente, la pupilla si riduce, le sopracciglia rimangono impassibili. Estatica come un Buddha. Anni di pazienza.

(Grazie alle amiche della Libreria Namastè)

Confessioni di un pendolare di merda

Ciao, mi chiamo Matteo ed ho un problema…

Oggi sono 15 giorni che non mi faccio.

All’inizio è stata dura… mi svegliavo prestissimo, le vene pulsavano, a volte durante il giorno capitava di sedermi sulla poltrona in salotto e di farmi stretto stretto. Raccoglievo le gambe e le tiravo a me, cercavo di compattarmi per stare più vicino a me stesso.

Poi è andata meglio, uscivo per strada e sentivo odore di pulito, non avevo più quella sensazione di sporco toccando ogni cosa. È uscito il sole e stavo bene.

Ma stamattina… stamattina è stato tremendo.

Dovevo andare.

Mi sono alzato, preparato in fretta, vestito di tutto punto, buttato giù il caffè ancora bollente e sono uscito.

Dovevo andare in stazione.

So cosa state pensando.

Non giudicatemi.

Arrivo in anticipo, prendo il secondo caffè (la cameriera mi saluta), poi tabacco-cartine-filtri (il tabaccaio mi saluta) infine il giornale (il giornalaio mi saluta).

E mi avvio in biglietteria.

Coda.

Arriva il mio turno (la bigliettaia mi saluta).

Poi mi fissa materna. Vede le mie occhiaie, la mia astinenza, la mia fame. Mi fissa impotente. Quanti ne vedrà ogni giorno come me? E poi parla:

“Mi spiace oggi c’è sciopero”.

Il mondo si distrugge attraverso la voce gracchiante dell’altoparlante rotto.

Torno a casa. Mi rimetto sulla poltrona e tiro le gambe a me per simulare la scomodità del sedile del mio regionale, ma non basta, tutto è troppo pulito e dalla mia finestra entra una bella luce e il vetro non è coperto da graffiti o inciso con una chiave…

15 giorni buttati via…

Ricominciamo…

Ciao, mi chiamo Matteo ed ho un problema…

Oggi sono 15 giorni che non mi faccio e mi sto drogando di cookies.

Il senso di ragno ovvero Da grandi persone noiose derivano grandi noie

– Posso? Non vorrei disturbare!
Di fronte a me un ragazzo sui 25anni untuoso nel modo di fare compresso in un metroenovanta di statura. Il mio senso di ragno mi dice che qualcosa non andrà per il verso giusto…
– Volevo cambiare questo libro, certo se non è troppo disturbo, ho lo scontrino.
Mi prende apertamente per il culo guardandomi come fossi cerebroleso…
– Posso vederlo?
– Prego.
– Qual’è problema?
– Il codice del libro non corrisponde con quello della lista scolastica. Sono andato a cercare su Internet e in quello che mi richiedono c’è un CD.
– Vado subito a prendere quello giusto.
(…)
– Eccolo.
Lo sfoglia, pagina per pagina. perplesso… Ogni volta che cerco di allontanarmi mi fa una domanda… Passano 10minuti…
– Quindi è sicuro che questo sia quello giusto?
– Sì, il codice corrisponde.
– Ma è uguale all’altro!
– C’è solo il CD in più.
– Costa di più…
– Già…
– Ma… Non è che puoi farmi un po’ di sconto?
– È un usato, è già scontato…
– Ma l’altro costava di meno.
Il senso di ragno non sbaglia mai…
– Era senza CD.
– Vabbè dai… (Mi mette una mano sul braccio in tono confidenziale) non è che puoi farmelo pagare come l’altro?
– No guarda non possiamo…
– Ma avete sbagliato voi!
– Infatti ti ho dato il libro giusto e paghi solo la differenza di 3euro e qualcosa.
– Vabbè ok…

Il giorno dopo…
– Ciao sono quello del libro senza il CD ti ricordi?
– (Come farei a dimenticarti?) Sì… Dimmi.
– Ci ho pensato… Puoi ridarmi l’altro? Intanto sono uguali…
– Senti te l’ho già cambiato una volta… Non lo facciamo…
– Ma sono venuto ieri!
– Per cambiare il libro e ti abbiamo dato quello giusto…
(La discussione prosegue per altri 10minuti…)
– E questo non me lo puoi proprio far pagare come l’altro?
– A parte il fatto che l’hai già pagato ieri? No.
– Vabbè ci ho provato. Ciao!
– …

Braccia rubate all’agricoltura (Un post Porno)

– Salve posso aiutarla?

– No, tutto a posto grazie.

Il tizio è di fronte a me con due sacchetti della spesa semitrasparenti che contengono una marea di DVD e VHS, era in coda e quando mi arriva di fronte si allontana con poche parole. A fianco a lui un paio di persone che distratte chiedono la sostituzione di un testo e poco altro. Mi sposto in fondo alla libreria e ricomincio a mettere in ordine. Passano 10minuti il tizio è dimenticato…

– Posso?

Di nuovo lui… ha aspettato che non avessi nessuno intorno… mh…

– Certo mi dica!

– Acquistate anche DVD?

– Sì.

– Ma… tutti i tipi di DVD?

– In generale sì…

Ho capito dove vuoi arrivare e perché hai aspettato…

– Anche film per adulti?

Ta-Dan! Mi ha sempre fatto ridere “Film per adulti” sembra una versione pudica e polically correct di “Film per eiaculanti solinghi”.

– No purtroppo no, mi spiace è un genere che non trattiamo.

– Ma proprio nulla? Neanche cose d’autore? Non potete?

– Non è che non possiamo…

– E allora come mai?

Inventati qualcosa, inventati qualcosa…

– Perché non abbiamo la tendina! Sì, senza la tendina non possiamo… e lo spazio è quello che è!

– Ha ragione! (Mi guarda come avesse scoperto l’uovo di colombo) Peccato avevo titoli interessanti, non la solita roba…

Appoggia le borse per terra tira fuori un paio di titoli per mostrarmi le copertine.

– …però forse sono un po’ particolari…

Vedo un braccio che si infila in qualcosa coperto dal suo pollice e una bocca aperta da un apparecchio di metallo chirurgico sicuramente non ortodontico…

– …saprebbe mica indicarmi se c’è qualche posto dove potrei venderli? Lei è il terzo che mi dice di no…

– Non saprei, effettivamente sono anche titoli particolari è più difficile trovare estimatori.

– Purtroppo… oggi con internet non li vuole più nessuno… tutti hanno fretta (???), e non c’è più il gusto…

Cerco di immaginarmi una trama che giustifichi quel braccio ma non ci riesco, sto per scoppiare a ridere, fortunatamente il tizio si stringe le spalle, recupera i sacchetti e se ne va.)

– …grazie ancora!

E mi guarda con uno sguardo di intesa che ancora oggi non ho mai capito…

Il surrealismo francese, I fratelli Marx e la morte di Tito

– Scusi ma il titolo di quel libro esposto è sbagliato!

– Come scusi?!?

– “Le guerre jugoslave”… è sbagliato!

– E perché?

– Io parlo correntemente la mia lingua che è l’arabo, il francese e il tedesco e come nota l’italiano…

(Beh grazie, stiamo parlando in italiano, non me ne ero accorto…) …Dovrebbe essere LA GUERRE non LE GUERRE!

– Beh… no… LE è plurale, LA singolare… LE GUERRE è corretto. Lei parla molto bene italiano ma dai noi si dice così…

– No, glielo dico io è sbagliato! Come è possibile che non si controlli neanche il titolo di un libro, che vengano fatti errori così grossolani!

– Senta, non è un errore e il libro è comunque un Einaudi non di una casa editrice qualsiasi, trovo difficile che facciano certi errori!

– Rimane il fatto che il titolo corretto è LA GUERRE!

– Ok… ripartiamo dall’inizio… in che lingua?

– Che domande! In francese no?

– Quello è un libro italiano…

– Come?

– Il titolo è in italiano, il libro è in lingua italiana…

– Ma questo non è il settore dei libri in lingua?

– No… Storia contemporanea…

– Ah…

AAA Vendo libri nuovi per biglietto concerto One Direction (ovvero Alla mamma non far sapere…)

– Mia figlia vorrebbe vendere questi libri di scuola per far su qualche soldo…

– Mi faccia dare un’occhiata…

– …vuole comprare il biglietto per il concerto dei One Direction! Sta vendendo tutte le cosine che non le interessano e volevamo darle una mano anche noi, però quello che non riesce a raccogliere lo aggiungiamo noi (dice orgogliosa), ma lei non lo sa ancora!

(Sarei tentato di non acquistare nessuno e salvare un’anima dalla catastrofe… beh… facciamo un paio… di anime di si intende)

– Beh sì li acquistiamo, sono molto nuovi e tenuti bene, praticamente intonsi…

(Mi guarda strano)

– Mai aperti.

– Ah sì! Lei è talmente brava che non sottolinea mai! Tutti 8!

– (…) Le posso dare 35euro.

– Bene bene! Sarà contentissima!

Qualche giorno dopo…

– Buongiorno! Altri libri da vendere per il concerto?

– No! (infuriata) Mia figlia mi ha dato da vendere i libri di quest’anno che le avevo comprato il mese scorso! Quella disgraziata! Col c…avolo che la mando al concerto di quei cinque cretinetti! Posso riavere indietro i libri che le ho portato?

– Beh… no… molti li ho già anche venduti…

– Ma come così presto?

– Beh come le avevo detto erano molto nuovi…

– Quando arrivo a casa mi sente quella là!

(E la signora ricomprò di nuovo metà dei libri scolastici dell’anno in corso…)

Il silenzio del rumore del ciclo circadiano

Ciclo che si compie all’incirca ogni 24 ore, con cui si ripetono regolarmente certi processi fisiologici. I r.c. sono regolati da fattori interni (il cd. orologio biologico) ed esterni (per es. luce e temperatura). Nelle piante, sono esempi di r.c. i movimenti di apertura e chiusura degli stomi, così come l’apertura e la chiusura di certi fiori. Negli animali, seguono un r.c. il ciclo sonno-veglia e la produzione di alcuni ormoni (per es. la melatonina secreta dall’epifisi). (fonte: Treccani)

Il mio ciclo personale, privato e condiviso in pubblico si svolge in un tubo di metallo su ruote di metallo, alimentato da scosse elettriche (il tubo, non il mio ciclo) e si chiama treno.

Ore 7,29 – Partenza

Ore 21,25 – Arrivo

Il ritmo non è più dato dal suono delle giunture tra le rotaie come in vecchio film western, bensì dall’incrocio di flussi di persone (organismo collettivo semovente) e singoli individui (organismo unico) con i loro ronzii, risate, discussioni al telefono, cibo mangiato, suonerie improbabili, pad da lettura, vecchi romanzi ingialliti da 2euro, bagagli ingombranti/colanti/odoranti, truccature, vestizioni, svestizioni e amenità varie. Un rumore assordante.

Uno dei ricordi più belli che ho di uno di questi viaggi risale ai tempi dell’università. Stessa tratta di oggi.
Salgo e mezzo vagone è prenotato da una scolaresca. Oddio…
La fermata successiva salgono tutti, il rumore dei passi di una mandria di bufali, le maestre già stanche con occhiaie e dita ingiallite da anni di “shhh!”.
Si siedono.
Non c’è rumore.
Apro una palpebra appoggiata sul mio gonfiore mattutino da ore piccole.
I bambini si muovono sbraitano, fanno gesti in continuazione, si parlano così, non sanno farlo in altro modo. Sono tutti allegri, con i loro zainetti. Le insegnati fanno segni per parlare e loro a segni rispondono. Tra di loro è un continuo muoversi di mani. Non ho mai visto dei bambini fare tanto casino. Il silenzio era assordante.

I disturbi del ritmo circadiano sono una classe di dissonnie che riguardano l’alterazione del ciclo sonno veglia. (fonte: Wikipedia)

L’alterazione è dovuta ad elementi esterni. Un finestrino aperto, un odore sgradevole, una ginocchiata, il controllore che ti sveglia per il biglietto. Ma basterebbe dormire di notte. 4ore non sono un granché. Troppe poche ore per fare le tue cose e per fare le tue cose devi ritagliarti delle ore. Le tolgo dal sonno. Un’ora di viaggio aiuta. Prima leggevo, ascoltavo musica, lavoravo al computer. Ora dormo. Disturbo il mio ciclo e lo stuzzico come un bambino un formicaio, fino ad arrivare a cospargelo di alcool e dare fuoco. Guardo il mio ciclo dissolversi disordinato come le formiche fuggono, il tutto senza l’odore di acido formico.
Forzare per più di un anno il proprio ritmo non è la cosa più intelligente da fare, ma aspettiamo quando saremo confermati, si cercherà casa là…
– …così saremo più tranquilli…
– …magari non proprio in centro centro no?
– …boh vediamo… cominciamo a cercare…
– …un terrazzo… mi piacerebbe un terrazzo…
– …beh in centro sarà un po’ difficile… sono tutte case di righiera col classico balconcino stretto e lungo… dai vediamo!

Dormo poco… una volta ero un dormiglione. Dormivo ore e ore senza dover andare in bagno. Ma quando ero sveglio riuscivo a fare tutto o almeno avevo il tempo per farlo.
– Ma il lavoro è così!
– 14ore in giro?!?
– Beh… ti pagheranno bene…
– Quanto un commesso di sesto livello…
– Ah… Ma scusa cercare altro?
– 2013. Italia. Ti dicono qualcosa queste due parole vicine?
– Beh almeno un lavoro ce l’hai, no?
– Infatti, non mi lamento e mi piace anche.

L’omeostasi è la capacità di mantenere una condizione di equilibrio interno, indipendentemente dalle modificazioni che avvengono all’esterno. (fronte: Wikipedia)

Ho sempre odiato le cose zen, lo yoga e i vari equilibrismi universali, sono un elefante nel più classico negozio di cristalleria. Piccoli passi, stai attento, ma sai cosa sta per succedere. Un frastuono indicibile.
– No. Non sapevo cosa stava per succedere…
– Quando te l’hanno detto?
– Lunedì. A quindici giorni dalla scadenza del contratto…
– E adesso?
(No, grazie non ci avevo pensato a questa domanda… Vediamo… L’astronauta?)
– Non so, adesso metteremo insieme i pezzi.
– Certo che l’anno era iniziato già così male…
– …
– Vabbè ma tu sei bravo, qualcosa trovi di sicuro! Ricominciare a scrivere?
– Ormai non paga più nessuno…
– E con quella cosa che stai facendo su internet non riesci a farci niente?
– Cazzo il Blog! E ora cosa ci scrivo?!?
– Beh con tutto quello che hai sentito in questi cinque anni di materiale ne hai.
– Effettivamente…