L’autunno del pendolante (dramma in un atto)

Da quando sono tornato dalle ferie e ho ricominciato a pendolare (2settembre) c’è un argomento che tiene banco tra gli abitanti del mio regionale. Le varie tribù: testa treno, centro e coda si inviano messi per avere ragguagli o informazioni sul momento tanto atteso. Prima era solo un sussurro, una voce soffusa, poi diffusa e infine conclamata con tanto di fogli pre-compilati. A parlare sono gli anziani del pendolarismo, figure mitologiche che sono in grado di valutare il ritardo del treno osservandone i posacenere, di sapere quale bagno è pulito solo appoggiando una mano sul bracciolo, di conoscere tutti i treni per numero e i nomi dei controllori (fino al secondogenito). A fianco a loro baldi tecnomani dotati di tavole della verità collegate con quello che succede all’esterno del treno (alcuni dicono si chiami realtà) leggono ad alta voce la notizia (anzi la Notizia) in un tripudio che assimila la fantozziana memoria ad un grido di rivalsa contro la macchina/sistema/diotrenitalia.
“Presentando almeno 6biglietti dell’abbonamento dell’anno 2012 l’utente potrà avvalersi di un rimborso pari a…”
Giubilo e tripudio.
Grossi premi e cotillon.
Tutti tirano fuori il loro plico di biglietti adeguatamente conservati e parte una sorta di celo/manca come con le figurine Panini e ogni biglietto, ogni singolo mese è legato ad un ricordo, una frase. C’è chi si commuove rivedendo maggio 2012 mese in cui è nata la figlia, chi con settembre chiede chi si ricorda di quel mega ritardo quella sera, tutti i treni annullati e arrivati a casa con tre ore di ritardo. C’è anche lo sfigato con agosto 2012. Niente ferie eh? Tutti lo prendono per il culo.
Io sono l’ultimo arrivato (giugno 2012) e nessuno mi aveva mai parlato di questi rimborsi… Insomma… Ho buttato via tutto. Mi guardano con comprensione, con la comprensione che si usa col figlio ritardato, tanto caro per carità, però mica ci arriva a certe cose…
Mi sono perso un mese aggratis di pendolarismo (che son sempre soldi, come diceva mio nonno) ma suona un po’ come: visto che ti piace così tanto fare il pendolante, te ne regaliamo un altro po’. Come quando eri piccolo. Dove aspettavi la primavera in cui arrivavano le giostre e i figli dei giostrai venivano a scuola con te per qualche settimana. Se te lo facevi amico ti regalava le corse gratis. Era lo stesso mese in cui a scuola tutti avevano i pidocchi e in città sparivano le biciclette, ma vuoi mettere? Biglietti gratis!
E così tutti i miei compagni di viaggio sono euforizzati e si parla solo di quello, non sembrano neanche più loro. Il “Ciao come è andata oggi” è sostituito da “hai preso il modulo? Hai consegnato tutto? Ma tu sai quando arriveranno i soldi? O è direttamente un biglietto?”.
Ma poi passerà e tutto tornerà normale dai. E quel famoso mese in cui io pagherò loro avranno un fantastico biglietto dorato come quello di Willy Wonka e tra due anni tirandolo fuori sgualcito dal portafogli si racconteranno di quanto era stato bello quel mese, il Mese Aggratis, si faceva quasi meno fatica ad andare a lavorare, sembrava quasi che il treno fosse meno in ritardo, più pulito, che i non pendolanti della mattina fossero più silenziosi e ti lasciassero dormire…
Ho cominciato a tenere i biglietti, il prossimo rimborso sarà tra altri due anni, forse. E quando tirerò fuori il biglietto di settembre 2013 penserò a questo momento e lo racconterò alle nuove generazioni di pendolanti. Sarà il 2015… Anno in cui, se sarò ancora su questo treno, mi sparerò.

Settimana Enigmistica 1 – L’Enigma della Sfinge: Scarti (xyyyy; yyyy)

– Devo fare un regalo… stavo cercando qualcosa…
– Un titolo in particolare?
– Mah… volevo dare un’occhiata…
– Di qua. Il settore Narrativa è in ordine alfabetico di autore prego.
– Grazie!
Poco dopo…
– Non trovo nulla… Non ha nulla di quel giallista… Rizzo? So che piace molto al mio amico!

PAUSA
(Teoria del regalo: 1. Se devi fare un regalo e sai che la persona ha un autore preferito o qualcheduno che gli piace evita e punta su qualcosa di diverso; 2. Puoi rimanere sul genere di riferimento: il suo autore favorito è un giallista/thrillerista? Regala qualcosa di simile ma attenzione! Gialli nordici, classici, thriller, legal, storico, noir francese, forensic, ecc? 3. Ricordarsi il nome di un autore citato una volta in pausa pranzo non fa di questo il preferito del commensale. 4. Smettetela di chiedere al libraio: “Nel caso ce l’avesse già… Può cambiarlo?” La settimana successiva all’apertura della busta verrà comunque a rivendermelo come usato per comprarsi qualcosa di decente); 5. Anche ai librari fa piacere ricevere libri in regalo, personalmente sono anni che non me ne regalano più… Li paghiamo anche noi i libri sapete?)
FINE PAUSA

– Giallista ha detto? Allora il settore è questo qui!
– E lì ha qualcosa di Rizzo?
– Vada pure, intanto io controllo a computer…
(Mi incammino mentre penso a chi c@** è questo Rizzo con orgoglio ferito… A meno che…)
– Scusi ma è sicuro che al suo amico non piaccia Izzo?
– Come scusi?
– Jean-Claude Izzo… Giallista… Noir… Francese… Marsiglia…
– Sissì! Lui! Lui! Ma non è Rizzo allora?!?
– No Izzo.
– E ha qualcosa?
– No… Finito…

C’era due volte la matrioska Lamberto

– Stavamo cercando un libro il conte Lamberto o qualcosa del genere lo deve leggere la bambina per la scuola.
Alzo gli occhi, la bambina è una piccola matrioska di 13 anni per 65chili contenuta perfettamente nella matrioska più grande che per consuetudine chiameremo madre.
– C’era due volte il Barone Lamberto?
– Eh Eh quello lì!
– Ho una copia nuova e una usata tenga.
– Ma sono diverse!
– Quella usata è la vecchia edizione ma sono identiche.
– È sicuro?
– Beh sì…
La maDrioska si gira verso la matrioska piccola:
– Chiama a Gessica va! Chiedigli bene se è di questo Ròdari.
– Rodàri…
– Eh eh quello.
La figlia chiama… le due non si spostano dal bancone della cassa…
– Gessica… Senti… Quel libro là, quello della scuola com’è già? Ah Lamberto, eh… Ma che colore è? Rosso? Oh grazie eh! Ciao! CLICK.
– Cosa ha detto?
– Boh non ho capito…
– Guardi è lo stesso libro… Hanno cambiato solo la copertina…
– Effettivamente il titolo e l’autore sono gli stessi… Vabbè compro quello usato va…
– Ok (ti ho convinto finalmente!)
– Ma se non è questo quello giusto me lo cambia vero?

Il quarto cavaliere dell’Apocalisse ha una mazza da Polo

Due ragazze arrivano un cassa. C’è una coda infinita e loro sono 10minuti che parlano ridono scherzano a voce altissima infastidendo chiunque. Prendo i libri da dietro al bancone (ordinati dai miei colleghi per cliente e relativa fila) e dico:
– Questi?
Lei mi fa un mezzo cenno e continua a parlare della lezione di catechismo che sta preparando. Mi da il foglietto per incassare i libri venduti. Faccio il conto.
– Sono 16etrentacinque.
Si risveglia. Stizzita.
– Ma io ho solo 5 euro!
Respiro. Profondamente. Vorrei ucciderla…
– Te li metto da parte allora e ti do solo i soldi ok?
– Ah ma quelli mica sono i miei, dovevo solo prendere i soldi…
Voglio ucciderla.
– E perché prima non mi hai detto nulla?
E lei, altisonante e pomposa come solo una 15enne di Polo vestita con un gigantesco giocatore di polo (con annesso cavallo) cucito sul petto può essere:
– Cosa ne so io?
Le do i soldi senza aprire più bocca, non ho voglia di parlare (ho tanta stanchezza sulle spalle) e lei tranquilla riprende a parlare delle mappe mute per il gioco sulla geografia che sta preparando, dei suoi fantastici bambini che sono tanto carini e mentre annullo lo scontrino e prendo i libri del cliente successivo l’unica cosa che mi torna alla mente sono le puttansuore di Brizzi…

Dante (quello vero) era un ubriacone

– Ce l’avete Dante?
– Per la scuola? Deve andare dai miei colleghi al piano sotto.
– No, no è un libro (gli altri invece sono steli con geroglifici in comodo kit di montaggio no?), quello nuovo di Danbrau (sembra una marca di birra in lattina del discount)!
– Ahhh… Vuole dire Inferno!
– E cosa ne so io! Parla di Dante no?

La pazienza di un Santo, la somiglianza di un frate e la delusione della macchina per il controllo qualità

Uno dei miei clienti preferiti è un tizio posato e ordinato sulla sessantina, all’apparenza una persona normalissima che potrebbe essere scambiata tranquillamente per il classico direttore di banca o professore in pensione. Ogni volta che appare mi torna sempre in mente una famosa scena di Clerks dove i protagonisti parlano con una cliente di un tizio che controlla la forma delle uova e le testa una ad una in modo assolutamente maniacale (non vado oltre).

1. Primo incontro:
– Buongiorno è uscito l’ultimo Deaver?
– Certo è lì sul bancone degli ultimi arrivi.
– Avete solo queste?
– In che senso?
– Cinque. Solo queste cinque copie.
– Ne ho altre tre in vetrina.
– (Tira un sospiro di sollievo) Bene, bene, bene.
Il tizio si sposta gli occhiali sulla punta del naso, prende la prima copia come se stesse sollevando un oggetto fragile e delicatissimo o una bomba pronta a detonargli in faccia al primo scossone e comincia ad esaminarla in modo maniacale: prima la costa (su cui fa scorrere un dito per cercare increspature o colpi), passa alla sovracoperta (che piega per osservare in controluce se ci sono righe non visibili ad una prima occhiata superficiale), apre lentamente (e mai completamente) per controllare la cuffia (sopra e sotto) e poi lo sfoglia per cercare difetti tipografici. Alla fine di tutto lo chiude con la stessa solennità, lo soppesa e se la copia non rispecchia tutti i canoni la sbatte lì a fianco come una macchina del controllo qualità con una smorfia delusa. L’azione si ripete con gli altri quattro…
– Scusi!
– Mi fa vedere gli altri?
– Certo li prendo subito dalla vetrina. (…) Prego.
La cerimonia ha di nuovo inizio, la battaglia finale si svolge tra la penultima copia del primo blocco e la seconda della vetrina. Vince quello in vetrina. Forse…
– È tanto che è lì in vetrina?
– Da ieri quando è uscito.
– Sembra più scolorito…
– Non ci ho fatto caso, ma non mi sembra…
– Dice? Secondo me è scolorito! Prendo l’altro!
Paga.
– Vuole una busta così non si rovina?
– Sì grazie, ma lo metto io dentro.
– Prego…
– Senta… Ma lo sa che lei somiglia tantissimo a frate Carlo dei Carmelitani? Siete parenti per caso?
– No, non lo conosco neanche…
– Ma è sicuro? È quello che ha la chiesa qui dietro, siete proprio uguali! È il fratello?
– Guardi, non sono neanche di Torino è proprio impossibile…
– Sarà… (E se ne va non convinto delle mie affermazioni…)

2. Inferno
Ovviamente all’uscita dell’ultimo libro di Dan Brown il battage pubblicitario è stato immenso tanto da far arrivare in negozio un centinaio di copie del libro e si è deciso di fare una torre in vetrina e due sul bancone degli ultimi arrivi…
– Buongiorno. ho visto che è uscito l’ultimo di Danbrau!
– Sì guardi lo trova proprio lì, dietro di lei.
Il tizio si gira e per un secondo si blocca come un castoro di fronte ad una diga completamente da rifare… Poi si butta sulla pila di circa 40copie ancora spaesato ma felice. La cerimonia ha inizio…
40minuti dopo…
– Ne prendo due, uno per me e uno per mia sorella, quella là non sa leggere e me lo rovina tutto…
– …
– Mi può fare un pacchetto?
– Certo.
– Senta… Ma lei è frate Carlo dei Carmelitani?
– No…
– È impossibile! Siete uguali! È il mio parroco, l’ho visto prima!
– No mi spiace non sono io.
– Davvero? La somiglianza è incredibile! Buona giornata!
– …

3. Oggi
– È uscito qualcosa per me?
– Di thriller e avventura questo, questo e questo (li indico senza toccarli). È uscito anche questo che è molto bello!
– Ma ha la copertina morbida, non mi piacciono i libri con la copertina così…
– Eh purtroppo si rovina più facilmente.
– Già… (Mi guarda fiero come se fosse riuscito ad insegnarmi il suo valore più grande)
Dopo un po’…
– Prendo questo, mi fa un pacchetto?
– Copro il prezzo?
– Sì.
Apro delicatamente il libro e metto l’adesivo piccolo del negozio premendo piano.
– Prema prema che sennò gli angoli rimangono alzati.
Premo di più, poi prendo la busta e lo infilo delicatamente, piego con cura la linguetta in modo che sia dritta e non ci siano pieghe, neanche minuscole. Sigillo con punti simmetrici della spillatrice e copro quello in centro con un altro adesivo poco più grande…
– Adesivo ha solo questo?
– Voleva quello piccolo?
– No no no, va bene. Ma avete solo questi due?
– Sì.
– Ne è sicuro?
– Direi di sì, non esistono altri formati…
– Allora va bene.
E se ne va…

Dal libro delle scuse (Capitolo 3, paragrafo 4, versetto 33)

– Ciao posso chiederti una cosa?
Alzo gli occhi dal libro, mentre prendo la forma del sedile, in attesa che il treno parta. Di fronte a me il classico tizio da stazione che chiede soldi con le scuse più incredibili. Questo si presenta emaciato, sofferente e con un collare ortopedico…
– Dimmi…
– Stamattina mentre venivo giù a lavorare ho avuto un incidente in tangenziale e mi hanno portato la macchina nella prima officina autorizzata FIAT (la cosa che amo di più sono i particolari, tanto studiati e perfetti da essere surreali), io sono stato in ospedale tutto il giorno! È stato un incidente brutto sai? E quando sono andato a recuperarla ho dovuto pagare le piccole riparazioni (ma non era un incidente brutto?) e mi hanno pulito…
– Guarda…
– No no aspetta! Mica ti sto chiedendo del grano! Oh! La macchina l’ho recuperata e ce l’ho qui davanti alla stazione, solo non ho soldi per la benzina e abito lontano! Non ti chiedo tutto insieme eh! Solo un piccolo aiuto…
– Ma non avevi detto che non volevi soldi?
– Vabbè un aiutino… Mica 100euro!
– Mi dai l’indirizzo e te li spedisco!
– Senti…
– Ho capito! VAFFANCULO STRONZO!

In tempi di libri di scuola la follia regna sovrana…

– Pronto?
– Buongiorno! Volevo sapere come va oggi?
– (Non resisto…) Bene grazie!
– No, nel senso… Se c’è tanta gente o no!
– Ah… No, non tantissima…
– Non tanta quanta? No perché non ho voglia di fare coda…
– Beh guardi un po’ di coda se la gara comunque ma non è come in settimana dove si fa minimo un’ora…
– Però c’è da aspettare comunque… Uff… Vabbè… CLICK!

I soldi non fanno la felicità (o perlomeno quelli degli altri non fanno la mia…)

– Buongiorno, questa mattina ho comprato questi libri scolastici e poi sono andata dal dentista, mentre ero lì ad aspettare li ho sfogliati un po’ e guardi questi due…
(La signora avvolta da circa 2000euro di vestiti e incastonata di gioielli di altrettanto valore tira fuori dalla borsa di Gucci due volumi nuovi e perfetti e inizia a sfogliarli)
– Dove signora?
– Ecco vede, questo di ginnastica (nota: sì c’è gente che compra il libro di ginnastica) è strappato in queste tre pagine… (indica un segnetto di circa 3millimetri a bordo pagina) e quest’altro, se guarda nella piega è tutto ondulato! (Uno si aspetterebbe un Onduline di Eternit, sperando ovviamente che si trovi sotto il tetto della suddetta signora e che sprigioni tutte le sue potenzialità e invece nulla, una leggera ondina tra l’attaccatura delle pagine…) Insomma io li ho pagati per nuovi!
– Guardi dovrebbe andare giù dai miei colleghi dove li ha presi.
– E rifare tutta quella coda? Questa mattina ci sono già stata per più di un’ora!
– Signora guardi… I libri scolastici li trattiamo al piano di sotto.
– E lei non me li può cambiare?
(Comincia a formarsi coda in cassa…)
– Ma i libri sono sotto in magazzino e qui sono da solo…
– Non può scendere un attimino?
– No signora non posso…
– E io come posso fare?
– …deve prendere il numero e scendere giù…
– non ho nessuna intenzione di scendere giù!
– Allora venga domattina presto, c’è meno gente.
– Me li tiene lei? Quando scende me li cambia e domani vengo direttamente qui in cassa e non faccio coda.
– No signora non posso, domani torni con i libri e ne parla con i miei colleghi. Apriamo alle nove e non ci sarà tutto il casino che c’è adesso…
– Ma su cosa le costa tenerli? Sono pesanti ho già gli altri!
– Senta… (Cerco il tono più educato possibile) Non posso tenerglieli e purtroppo non posso stare qui a continuare questa discussione, ci sono altri clienti come lei che sono qui in coda per pagare e anche loro si sono fatti un’ora di coda per i libri. Se non vuole fare la coda adesso vengo domani e i miei colleghi la ascolteranno senza problemi. In questo momento io sono in cassa e per questo tipo di problemi deve rivolgersi al piano di sotto…
– E cosa c’entra?
– Prego?
– Cosa c’entrano gli altri clienti?
– … (Non ho più parole, fortunatamente interviene una signora dietro di lei)
– Beh… Signora anche a noi non farebbe schifo andare a casa! (Risate generali in coda).
– Vabbè ma il problema è vostro, siete voi che mi avete sbagliato i libri! Li ha visti!
– Allora… I libri non sono sbagliati, se vuole, come le ho già detto, può fare la coda come tutti gli altri e parlare con chi di dovere. Eh sì i libri li ho visti e se non fossi dietro questo bancone le direi che dal mio punto di vista il suo è solo un vezzo perché i libri sono perfetti ma visto che mi trovo qui e la sto servendo nel modo più educato possibile (al contrario di come si sta comportando lei) le ho esposto tutte le possibilità che ha e tutto quello che noi possiamo fare.
– Ho capito! Non mi vuole proprio aiutare! (Sta divventando la frase dell’anno).
E se va…

Dopo un’oretta…
– (Educatissima e gentilissima) Prendo il biglietto e scendo per vedere se i suoi colleghi mi cambiano questi libri allora.
– Scenda pure non c’è molta gente ora.
– Speriamo ho anche la macchina sul marciapiede…

Dieci minuti dopo…
– Cosa le han detto i miei colleghi?
– Niente… Non me li hanno voluti cambiare…
(Godo!)
…effettivamente non sono poi così rovinati… Solo che uno li paga così tanto che li vorrebbe perfetti! Insomma è una spesa sa!
Mi stringe la mano. Guardo un’ultima volta la signora, i suoi vestiti, i suoi gioielli, la sua borsa originale di Gucci, il Suv nuovo fiammante sul marciapiede, un accenno di lifting su quelle che erano zampe di gallina, la manicure perfetta, la mano morbida di chi non ha mai lavorato un giorno nella sua vita e penso che sì, vorrei averli tutti i suoi soldi e mi comprerei un F35 solo per il gusto di raderla al suolo…